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La Lombardia guida l’Italia nella spesa culturale: le famiglie investono oltre il 30% in più della media nazionale

Secondo il 21° Rapporto annuale di Federculture le famiglie lombarde destinano alla cultura circa 135 euro al mese, un valore superiore di oltre il 30% rispetto alla media nazionale e più alto anche rispetto a quello registrato nell’intera macroarea del Nord-Ovest, dove la spesa media mensile si attesta intorno ai 122 euro.

I dati confermano la Lombardia come una delle regioni italiane più dinamiche e attente alla fruizione culturale. Nel 2024, quasi un lombardo su due ha letto almeno un libro (48,4%), una percentuale sostenuta anche dalla presenza di oltre 1.300 biblioteche pubbliche sul territorio, contro una media nazionale del 40,1%. La partecipazione culturale si riflette anche in altri ambiti: il 48,5% della popolazione è andato almeno una volta al cinema (media nazionale 45,5%), il 38,4% ha visitato mostre o musei (contro il 33,6% italiano), il 33,4% ha esplorato siti archeologici e monumenti e il 23,4% ha frequentato teatri, dati tutti superiori alle medie nazionali.

L’interesse crescente si rispecchia anche nell’aumento dei visitatori nei musei statali della regione, che nel 2024 hanno superato i 2 milioni di ingressi, con un incremento dell’8,7% rispetto all’anno precedente. La Pinacoteca di Brera ha registrato oltre 546.000 visitatori (+17,6%), mentre il Cenacolo Vinciano si è avvicinato ai 530.000 ingressi (+9,6%). Palazzo Reale ha raggiunto 1,15 milioni di visitatori, un risultato che lo colloca tra i 100 musei più visitati al mondo.

La Lombardia primeggia anche nell’utilizzo dell’Art Bonus, con 51,3 milioni di euro raccolti nel solo 2024 e un totale di 377,8 milioni dal 2014, pari al 35% del totale nazionale, confermandosi punto di riferimento per il sostegno privato alla cultura. L’impatto culturale si riflette anche sul turismo: nel 2024 la regione si è confermata prima in Italia per spesa dei visitatori stranieri, con quasi 10 miliardi di euro, in crescita del 4,3% rispetto al 2023 e del 36% rispetto al 2019.